Accogliere i profughi nel Paese più povero del territorio europeo. “Siamo Mission” accanto e a supporto della Chiesa Moldava

Accogliere i profughi nel Paese più povero del territorio europeo. “Siamo Mission” accanto e a supporto della Chiesa Moldava

Accogliere i profughi nel Paese più povero del territorio europeo. “Siamo Mission” accanto e a supporto della Chiesa Moldava

Dall’estate 2012 quando abbiamo iniziato a collaborare accompagnando i primi giovani “triestini” a Varvareuca per animare 120 bambini e più per due settimane, mai avremmo pensato di essere in qualche modo, a distanza di dieci anni, supporter nell’accoglienza di profughi di guerra. Invece è proprio così… e mentre stavamo in qualche modo ripartendo anche fisicamente verso la Moldova dopo due anni di pandemia che solo fisicamente ci ha fermato, eccoci a dover rimandare tutto e a provvedere ancora “a distanza”. Negli anni la nostra presenza a supporto della chiesa moldava, anche attraverso progetti estivi con alcune parrocchie, non è mai venuta meno. Chiaramente il nostro partner principale è stato e continua ad essere la Fondazione Regina Pacis anche e soprattutto perché presente da molti anni nel territorio moldavo in quanto Ente di diritto moldavo. Insieme abbiamo pensato e supportato progetti, abbiamo programmato dei nuovi ma adesso… adesso è emergenza umanitaria e noi siamo ancora una volta pronti a supportare questa terra, la Moldova, riscoperta da molti purtroppo solo da questi tragici eventi essere il territorio più povero d’Europa. Territorio però che con grande spirito di accoglienza e grande generosità si è subito messo ad aprire le porte delle case, chiese e quant’altro per accogliere chi, per lo più bambini e mamme scappano dalla guerra della porta accanto.

Sono ben 35.000 i profughi ucraini che ogni giorno dall’inizio dei combattimenti transitano dalla Ucraina in Moldova. Per lo più nuclei familiari tendenzialmente di passaggio verso le mete dove sanno di poter trovare appoggio da parenti e/o amici soprattutto in Germania, Italia, Polonia ma quasi sempre privi di uomini, che solitamente rimangono nel Paese a combattere. Ci sono molti adulti stranieri che escono dall’Ucraina in quanto lavoratori o studenti.

Il Vescovo di Chisinau ha affidato la supervisione del coordinamento dell’accoglienza dei profughi al Vicario Generale della diocesi, che si occupa anche dei rapporti con la stampa, gli aiuti umanitari e quanti si rivolgono per l’assistenza.
Le realtà della Chiesa cattolica moldava impegnate direttamente nell’emergenza sono concentrate in due gruppi: la Caritas Moldova con Fides, Casa della Provvidenza e le parrocchie, inoltre c’è la Fondazione Regina Pacis con il Rinnovamento nello Spirito Santo, i Salesiani, le suore di Madre Teresa di Calcutta e noi di Siamo Mission onlus (Trieste) per i rapporti con l’Italia. Un’altra realtà è la ong Optima fide, all’interno della comunità greco-cattolica.

La Fondazione Regina Pacis per l’accoglienza si avvale di proprie strutture ed altre reperite per un numero di circa 250 e 300 profughi al giorno, ma in continua turnazione.
Inoltre quotidianamente la mensa della Fondazione eroga circa 500 pasti che vengono consumati anche dai profughi o consegnati nei luoghi dove sono accolti, tra le quali una rete di famiglie disponibili all’accoglienza.
Vengono anche forniti aiuti e sostegni informativi come ad esempio l’acquisto di biglietti di pullman per i trasferimenti o di supporto a parenti esteri in cerca di notizie sui propri cari. Al momento la FRP ospita:
16 persone in due appartamenti, 30 in altra struttura, 35 nel centro sociale di Varvareuca (al nord della Moldavia), 150 nel centro dei Salesiani, 70 in un hotel e circa 30 persone in 10 famiglie che si sono rese disponibili. Per la maggior parte, come si diceva, sono donne con bambini.

Tutto questo chiaramente richiede un dispendio di energie e di risorse anche economiche, noi ci affidiamo alla generosità di tanti, ma non possiamo rimanere indifferenti davanti a questa emergenza umanitaria alla quale non sappiamo dare una data di fine e nemmeno programmarne le ripercussioni future in un breve brevissimo periodo anche per la nostra Italia e per la nostra città. Adesso serve rimboccarsi le maniche e aprire i cuori. Grazie per il supporto che ci state dando, grazie per i vostri contributi e per quanto ancora potrete dare. Ora più che mai insieme #siamomission!

don Mario De Stefano
Siamo Mission Onlus

SiamoMission accoglienza Ucraina