Mission Moldova

La tranquillità dell’ambiguità è una tentazione
25feb/120

Il sogno

...“Se a sognare sono solo, il mio sogno rimane tale; ma se a sognare siamo in tanti, il nostro sogno diventa realtà”......siamo tutti ingaggiati (Pascal).

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24feb/120

I piccoli e gli adolescenti non si toccano…

La stanza è quasi buia e si ode solo la voce affranta di una ragazzina che racconta di essere stata abusata. Ma è ancor più buio il suo cuore, dove la luce è stata spenta per sempre dallo squallore di un uomo che solo per appagare il proprio egoismo ha lacerato per sempre la fragile umanità di un’adolescente moldava.

Chi ascolta manifesta rabbia, impotenza, condanna! Contrariamente a colui che ha compiuto l’insano gesto, e forse lo farà ancora, perchè l’egoismo del piacere non si appaga facilmente, il quale corazzato di arroganza convive con la sua falsa normalità.

Se scegliamo la strada del silenzio diveniamo anche noi complici di tali crimini e consegniamo altre piccole vittime alla solitudine della propria sofferenza.

Noi non possiamo tacere, per questo invochiamo la giustizia, quella che si fonda sulla verità dei fatti, quella che non si lascia comprare, quella che non concede sconti, perchè i crimini contro gli adolescenti vanno puniti.

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24feb/120

Alimentiamo la speranza

Quando percorri a piedi le strade di Chisinau incroci un mondo di umanità. Giovani e meno giovani. Anziani e frettolosi lavoratori. Venditori di tutto e poveri.

Questo è un mondo di umanità, di sofferenza e di ferma volontà. Questo è un mondo che non si è mai fermato, nonostante le crisi, le rivoluzioni, le povertà e le solitudini. Lungo le strade di questa capitale dell’est Europa si incrociano volti segnati dalla vecchiaia e dalla stanchezza, ma anche presenze giovanili che parlano già di un futuro migliore.

Il passato ed il presente si incontrano e convivono socialmente lungo le strade di questa stupenda capitale. Fra loro non sono in conflitto, ma sono consapevoli che nonostante le naturali differenze, insieme è possibile camminare, si deve camminare.

Anche i poveri, e non sono pochi, hanno una storia, una dignità, una compostezza, che non si arrende neanche quando sono costretti a porgere la mano per invocare umilmente una zuppa calda. La povertà per loro non è una sconfitta, perchè hanno nel cuore già la vittoria di chi sa di aver “combattutto la buona battaglia”. La Moldova ha in sè il popolo della speranza che non morirà mai.

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14feb/120

Ciao Mondo!

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Il buio detta le regole dello sfruttamento e le tenebre consegnano giovani donne nelle mani di sfruttatori senza scrupoli, il cui obiettivo è solo quello di commercializzare il corpo, venderlo al mercato del piacere a pagamento e consegnarlo, anche se per pochi minuti, nelle mani di clienti che hanno solo bisogno di un oggetto per compensare i propri fallimenti umani ed affettivi.

Questa è la realtà del traffico degli esseri umani.
Noi siamo abituati a vedere il “prodotto finale”, cioè giovani donne provenienti dall’est d’Europa, dall’Africa o dall’America del Sud, lungo le nostre strade o in case chiuse, ma non conosciamo la storia di queste donne, la loro sofferenza, la tragedia dell’emigrazione forzata.
Purtroppo le incontriamo quando sono già delle “vittime” e cerchiamo in diverso modo di prenderci cura di loro, avviando i progetti di recupero. Ma prima di essere vittime di oggi, sono le giovani donne di ieri, le mamme di ieri, le figlie di ieri.
Questo particolare potrà sfuggire allo sfruttatore criminale o al cliente malato, ai quali interessa solo il corpo da vendere o possedere, ma non può assolutamente sfuggire a noi che dobbiamo sempre prendere in considerazione la persona ed amarla, chiedere il suo nome, entrare nella sua storia, restituirle la dignità rubata.
Eppure il traffico degli esseri umani è una tragedia mondiale che coinvolge soprattutto donne e minori, attraverso lo spostamento di persone contro la propria volontà dalla propria terra verso i luoghi di sfruttamento.
Va detto, per non confondere l’emigrazione forzata con l’emigrazione illegale, che il traffico degli esseri umani, e nello specifico la “tratta”, non è la prostituzione e non è immigrazione clandestina.
Il traffico degli esseri umani si nasconde anche nei luoghi di lavoro, sotto forma di lavoro forzoso e senza diritti. Il traffico degli esseri umani è anche nelle case, dove spesso donne, più note con il termine di badanti, svolgono lavori domestici e di cura della persona subendo vessazioni, ricatti e matrimoni forzati.